Due livelli da considerare quando si parla di drenaggio
Per accompagnare l’organismo verso un riequilibrio reale, è utile distinguere almeno due piani di intervento, spesso strettamente collegati.
• 1. Liquidi, infiammazione e microcircolo
In una prima fase l’obiettivo non è “eliminare”, ma supportare i meccanismi fisiologici di drenaggio.
La ritenzione idrica è frequentemente associata a stasi dei liquidi, infiammazione dei tessuti e rallentamento del microcircolo.
In questi casi vengono utilizzate sostanze in grado di favorire:
• drenaggio dei liquidi corporei
• riduzione del gonfiore
• recupero dei tessuti congestionati
La bromelina, enzima di origine naturale estratto dall’ananas, è uno degli attivi più studiati in questo ambito.
In formulazione colloidale — come nel caso di Bromelina Colloidale Plus — risulta immediatamente biodisponibile e ben tollerata, anche in percorsi di utilizzo prolungati, proprio perché non richiede un passaggio digestivo complesso.
• 2. Metabolismo e composizione corporea
Il drenaggio dei liquidi, però, non sempre è sufficiente.
Quando il senso di pesantezza persiste, può essere utile valutare anche il piano metabolico, soprattutto nei casi in cui vi sia un accumulo di grasso addominale o una difficoltà nella gestione della massa grassa.
In questo contesto si parla di ricomposizione corporea, ovvero di strategie che favoriscono una riduzione della massa grassa a vantaggio di quella magra, senza forzare i tempi fisiologici dell’organismo.
L’acido linoleico coniugato (CLA), soprattutto se associato a frazioni bioattive di origine vegetale come quelle del succo di limone, viene utilizzato come supporto in questi percorsi.
Un esempio è Cladipex, formulato per agire sulla composizione corporea e sull’equilibrio metabolico, sempre all’interno di uno stile di vita e di un’alimentazione adeguati.